La
salute cagionevole del padre la costringe a frequenti
viaggi nel Mezzogiorno della Francia. La stanchezza, il
clima, le contraddizioni influiscono negativamente anche
su di lei. Ridotta in fin di vita, chiede di recarsi in
pellegrinaggio al santuario della Madonna de
La Salette
e lungo il tragitto i sintomi del suo male scompaiono.
Ai piedi della Vergine in lacrime trova luce e forza.
Nostra Signora de
La Salette
la conferma nel suo ideale di riconciliazione. Passando
per Ars incontra il Santo Curato: Jean-Marie Vianney e
Victorine entrano in sintonia spirituale. Il Santo la
rassicura: “L’Opera sarà benedetta più di quanto
si possa immaginare.”
Il 1860 è un anno decisivo per Victorine. Anche il
padre raggiunge il cielo ed ella è libera di
consacrarsi totalmente al Signore. Ha 51 anni, non è più
giovane, ma conserva l’entusiasmo di quando ne aveva
20, anzi accresciuto dalla maturità raggiunta. La lunga
attesa, le molteplici prove non hanno mai affievolito la
chiamata del Signore in lei.
Difficoltà,
incomprensioni, delusioni, rifiuti intralciano senza
sosta il suo cammino, ma Victorine non si arrende. Porta
nel cuore un grande ideale: “Lavorare
con Gesù Redentore e Maria Riconciliatrice per la
salvezza del mondo”.
Riparare,
riconciliare
gli uomini in se stessi, con Dio, tra loro, ricostruire
l’unità nell’amore, servire i fratelli,
particolarmente quelli disgregati dal peccato,
dall’emarginazione, dalla povertà, divengono i grandi
valori per i quali impegna tutta la sua esistenza.
L’Eucaristia
è al centro della sua vita: costante punto di
riferimento che dà senso al suo ideale, il sacramento
dell’amore di Dio che ricompone in unità tutto ciò
che è infranto, ferito, spezzato. Dalla celebrazione e
adorazione di questo grande mistero ella attinge la
forza per vivere la sua missione nella Chiesa e nel
mondo: con Cristo Redentore, per Lui e in Lui l’umanità
intera è ricondotta al Padre nella forza dello Spirito
ed è così immessa nella Comunione Trinitaria, Mistero
insondabile d’Amore.