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Un nuovo inserimento apostolico
Il
29 marzo 2009, due sorelle hanno dato
inizio ad un nuovo inserimento a Barsana,
nella regione della Transilvania in Romania.
La
popolazione è formata da greco
cattolici, ortodossi e fedeli di altre
religioni. La piccola comunità
è stata accolta con tanta gioia
dalla gente semplice e povera che nei
mesi freddi si è sempre premurata
di portare la legna per accendere
la stufa. Per ora le sorelle visitano
le famiglie occupandosi particolarmente
delle persone sole ed ammalate. Hanno
iniziato una pastorale con i bambini ed
i giovani, animazione importante perché
permette di unire le diverse religioni
e, tramite loro, di avvicinare le famiglie
avviando un cammino di riconciliazione
e di unità. Il parroco ha chiesto
un aiuto per qualificare la liturgia e
per promuovere l’adorazione eucaristica,
aspetto fortemente desiderato dal Vescovo
del luogo.
Accoglienza profughi
Il gruppo di donne e di bambini immigrati accolto dalla comunità di Caltagirone nell’Agosto scorso ha a poco a poco lasciato la casa. Diverse di loro hanno ottenuto il soggiorno, mentre alcune sono state rimandate nelle nazioni di origini. La missione ha richiesto un notevole impegno da parte delle sorelle e dei collaboratori che hanno dimostrato una dedizione senza limiti. Non è stato sempre facile ma, come afferma Suor Silvia, è stata una bella missione. Tutte sono partite con tristezza avendo sperimentato ciò che l’amore disinteressato è capace di produrre nella vita di una persona. E’ stata anche un’esperienza forte di condivisione, di conoscenza e, dopo le liti inevitabili, di riconciliazione tra nazionalità e religioni che lascerà in tutti, comunità, collaboratori e persone accolte, un segno positivo.
Dopo l’accoglienza rivolta agli adulti, la comunità si è resa disponibile ad un’altra urgenza: l’accoglienza di adolescenti e di giovani giunti sulle coste dopo mesi di fatica e di sofferenza, con la speranza di trovare lavoro ed aiutare le proprie famiglie. Per il momento alcuni sono arrivati della Tunisia e altri della Nigeria. Non è ciò che la Fondatrice diceva? “Il nostro Istituto deve estendersi dovunque a favore di tutte le miserie spirituali e corporali del prossimo, chiunque sia, non deve rifiutare nessun atto di carità possibile, secondo i bisogni, i tempi, i luoghi…”
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