«Chi
ha pazienza, tutto ottiene». Al termine
della sua vita è a Roma. La marchesa
Serlupi l’aiuta nella sua opera
A Roma saranno anni durante
i quali continuerà ad affrontare dure
prove, non conosce la lingua, è malata,
senza forze, per nutrirsi va alla mensa dei
poveri... ma Dio non l’abbandona. Le vengono
anche incontro le autorità religiose.
Le strade si appianano.
La suora che le è rimasta
fedele la raggiunge ed il Signore mette sulla
sua strada la marchesa Serlupi che comprende
la sua missione e le viene in aiuto. Una giovane,
attratta dalla personalità e dall’amore
della Fondatrice, chiede di poterla seguire,
prenderà il nome di Suor Raffaella e
sarà lei a continuare l’Opera che
è decisamente avviata. Victorine ha adempiuto
la sua missione e serena per aver compiuto quanto
il Signore le aveva posto nel cuore, alla giovane
che l’assiste negli ultimi momenti mormora:
“Io finisco, tu cominci. Perdono
di cuore... Vi raccomando i bambini, curateli,
amateli...”. Le ultime parole
lasciate scritte sul diario? Una sentenza di
Santa Teresa d’Avila: “Chi
ha pazienza, tutto ottiene!”.
Sì, il Signore ha premiato le sue sofferenze
che l’hanno resa forte come una roccia.
E Victorine, che ha capito la gioia di dare
la vita alla sequela di Cristo, scrive l’ultima
parola: “Grazie!”.