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Apri le porte a Cristo, i fratelli siano il tuo pane spezzato

 

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VICTORINE LE DIEU

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DIORAMA (5)

 

 

Inizio dell’adorazione riparatrice ad Avranches nella casa paterna

Ritorna in Francia e ottenuto il permesso del Vescovo, insieme ad una giovane, inizia nella casa paterna ciò che le sta di più a cuore: l’adorazione. Il segreto della sua vita è quello degli apostoli autentici di tutti i tempi. In una società dove Dio è disprezzato, dimenticato, offeso, oltraggiato ed in cui tanti fratelli soffrono la fame, l’abbandono, la violenza, la miseria, sente di dover dare la vita per collaborare al piano della Redenzione: “Il primo dovere dell’opera è l’adorazione riparatrice... Essa è la sorgente da cui scaturiranno tutte le grazie per le opere che saranno aggiunte... Solo quando avremo il cuore saldamente ancorato in Dio potremo chinarci sull’abisso del male per aiutare gli altri ad uscirne...”  

L’ordine del Papa fa di lei una contemplativa nell’azione. Victorine si unisce a Cristo nell’Eucaristia e, a sua volta, si fa eucaristia per i fratelli: “Il nostro Istituto deve estendersi dovunque, a favore di tutte le miserie spirituali e corporali del prossimo, chiunque sia, non deve rifiutare nessun atto di carità possibile, secondo i bisogni, i tempi, i luoghi...”  

Con le prime sorelle a Mont Saint-Michel a servizio degli orfani

A quel periodo la celebre abbazia del Monte San Michele, che durante la rivoluzione francese era stata adibita a prigione, viene liberata. Molte volte Victorine l’aveva contemplata con la segreta speranza che, un giorno, potesse diventare la culla dell’opera dell’adorazione riparatrice, ridando così al Monte la sua vocazione di origine, di alto luogo di spiritualità. Anche il Vescovo nutre molti progetti e chiede a Victorine di recarvisi. La comunità deve occuparsi dei pellegrini per giornate di ritiro ed aprire una casa per accogliere maschietti abbandonati.  

 

“Il 15 giugno 1865 lasciammo Avranches... Ci furono adibiti i locali che erano serviti da caserma ed avevano ospitato per mezzo secolo più di duecento uomini dediti al fumo e al vino... I cattivi odori di cui erano impregnati gli impianti e le mura rendevano la casa quasi inabitabile... Con grande fatica furono sgomberati e puliti... eravamo sole in quel fabbricato totalmente isolato, senza porte esterne, ma il signore era il nostro custode”. Il lavoro da fare è tanto ed i mezzi sono pochi, poi c’è il freddo, l’umidità... Ma Victorine non si perde d’animo... Prima di ogni altra cosa, insieme alle sue compagne, pensa di allestire la cappella nella stanza più bella della casa. Il 19 marzo 1866 può finalmente pronunciare i voti nella mani del Vescovo, prendendo il nome di Suor Marie-Joseph de Jésus.  

 

CAPITOLI

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Sottofondo: Scherzo (Chopin)

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