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Apri le porte a Cristo, i fratelli siano il tuo pane spezzato

 

LA FONDATRICE:

VICTORINE LE DIEU

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DIORAMA (6)

 

 

I bambini arrivano numerosi e sono accolti con amore dalla piccola comunità

Presto arrivano i bambini: sono  poveri, malnutriti, malati... “Li accogliemmo con gioia, e la stessa sera fummo costrette a vegliare per preparare loro le vesti più necessarie, perché più della metà non aveva di che cambiarsi”. Non vi è dramma umano che non faccia vibrare Suor Marie-Joseph; non vi è miseria o urgenza che non la chiami in causa coinvolgendola, ma il suo cuore è particolarmente aperto ed ha fortissime vibrazioni materne quando si trova con i bambini poveri, orfani, denutriti e abbandonati. L’opera è bene accolta dalla popolazione del Monte che trova nella comunità aiuto e conforto. Ma le difficoltà non tardano a manifestarsi... Gli aiuti promessi non arrivano, il superiore dell’abbazia, preoccupato soprattutto dell’aspetto artistico e culturale del Monte, destina ad altro le offerte fatte per i bambini, la comunità manca di tutto. Victorine difende le sue scelte, ma la vita diventa impossibile, fino al giorno in cui le si fa comprendere che per lei è meglio andare via... Deve dunque abbandonare l’opera diventata fiorente per recarsi a S. Maximin, nel sud della Francia. Fatiche, critiche, problemi economici, viaggi... nulla la ferma.    

A Saint-Maximin per incarnare il suo ideale nel sud della Francia

Bisogna iniziare di nuovo. La Fondatrice prende una casa con la speranza che ciò che ha investito al Monte le verrà restituito ma invano. Le suore la raggiungono, la comunità vive in una grande povertà ma quando tutto sembra mancare la Provvidenza si manifesta: “Una contadina del tutto sconosciuta chiese di parlarmi. Mi disse: perdonatemi, ma da parecchi giorni mi sentivo spinta a venire; mi sembrava di udire la voce di Dio che mi diceva: vai ad offrire qualche cosa a queste suore... E così mi sono permessa di portare un po’ di olio per la cappella e della frutta per voi”. 

Ma anche lì le difficoltà non mancano... gelosie, tradimenti, calunnie. Victorine deve allontanarsi spesso per cercare aiuti e le suore, lasciandosi influenzare da persone mal intenzionate, abbandonano la Fondatrice. La casa, i mobili e perfino gli arredi sacri sono venduti all’asta... Victorine è ormai spogliata di tutto, non le resta più nulla e deve partire, ma neppure le ingiustizie subite la fanno desistere, sa che Dio non l’abbandonerà mai: “là dove l’uomo finisce, Dio comincia... Egli sia sempre benedetto! Fiat!”  

 

Natale 1873: in una mansarda a Parígi nella più squallida miseria

Dopo innumerevoli tentativi alla ricerca di un tetto, si ritrova in una squallida e gelida mansarda, presa in affitto a Parigi con pochi soldi rimediati... Il giorno di Natale 1873, non avendo altro, fa bollire per la terza volta un osso per insaporire un po’ di brodaglia. Una suora ritorna e, vedendola in questo stato, scoppia in pianto. Victorine Le Dieu, la ricca ereditiera di un tempo è ridotta nella miseria più nera. Ma neppure il freddo e la fame la scoraggiano. Come se nulla fosse successo, lei annota tutto nel suo diario, ad “ammaestramento e conforto” di quelle che un giorno collaboreranno all’Opera voluta da Dio.

  In che modo il Prefetto di Parigi verrà a conoscenza della sua presenza? Il fatto è che, avendo sentito parlare del bene fatto a tanti bambini, le chiede di occuparsi dei maschietti che pullulano per le strade di Parigi. Chi avrebbe trovato ancora la voglia e la forza per ricominciare? Come potrà iniziare l’Opera che le viene richiesta se non possiede più nulla? Ma una cosa è certa: quei bambini hanno bisogno di tutto. Ed a Victorine non manca la fede, la speranza e l’amore per ricominciare da capo.  

 

CAPITOLI

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Sottofondo: Fantasia (Chopin)

 

 

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