15 gennaio
1863: incontro personale di Victorine con Pío
IX che l’autorizza a fondare l’Opera
Tribolazioni ed ostacoli di
ogni genere intralciano il suo cammino, perciò
ormai solo la voce del Sommo Pontefice può
confermare se deve proseguire l’ideale
che porta nel cuore, un fuoco che la consuma
senza tregua... E’ con questo stato d’animo
che, senza alcun appoggio umano, il 15 gennaio
1863 si ritrova a Roma, ai piedi di Pio IX.
Egli si interessa dei particolari dell’opera
e Victorine presenta con semplicità il
progetto che nutre da più di vent’anni.
Il Papa prende la pergamena
con la supplica per l’erezione dell’opera
dell’adorazione riparatrice e vi appone
la sua approvazione, ma quando Victorine esprime
il suo deside-rio di ritirarsi in un chiostro,
il Santo Padre risponde energicamente: “No,
no, figlia mia... Alle opere di miseri-cordia
nel mondo. Dovete lavorare fino alla fine e
provare la vostra fede con la carità”.
Victorine accoglie con fede quest’ordine
che sconvolge i suoi piani, l’accoglie
con quella fede che l’accompagnerà
in ogni avvenimento. Il rescritto firmato dal
Papa è per lei il segno tangibile che
Dio vuole quest’opera e fino alla fine
lotterà per realizzarla.